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Funziona la legge di attrazione? Sì, no, forse ...

 

Dopo aver letto libri sulla legge di Attrazione quali "Il Segreto", "Perché il Segreto non funziona", "Il segreto dei segreti", ecc. provo a sintetizzare quello che mi è rimasto di tale visione della vita e di come funzionano le cose (noi compresi) anche alla luce della mia personale esperienza.

  

Già quando leggo che attraverso l'applicazione di questo principio (proposto addirittura come una sorta di vera e propria "tecnica") potremo "attirare tutto ciò che desideriamo" mi corre un brivido lungo la schiena ... soprattutto se penso a quello che potrebbero desiderare gli altri ( e non sto pensando solo alla mia bellissima compagna ...!!!).

Battute a parte vi sono alcuni punti che vorrei approfondire lasciando a ciascuno le proprie conclusioni:

1) Intanto, correttamente, viene detto nei libri che trattano l'argomento che in realtà tutti noi stiamo già applicando la legge di attrazione, ma poiché non ne siamo consapevoli, non stiamo creando la realtà che vorremmo vivere, anzi! Da questa considerazione consegue che non vi è un unico soggetto/entità che esprime i propri desideri/obiettivi, altrimenti ci andrebbero bene quelli che già abbiamo raggiunto, ma vi è e la compresenza di parti diverse di noi non allineate sugli obiettivi o sulle modalità per raggiungerli.
Si pone così la questione del perseguire i desideri/obiettivi della nostra parte "più autentica e connessa" piuttosto che quelli espressione di una parte che cerca nella compensazione il modo per evitare la sofferenza o per raggiungere un illusorio stato di piacere.
Immaginiamo che dentro di noi ci sia una sorta di "consiglio di amministrazione" (consentitemi una metafora aziendale) nel quale ciascun membro sia portatore di una propria istanza, da lui percepita come quella giusta. A chi dare ascolto? Anche una votazione "a maggioranza" esprimerebbe comunque sempre una posizione parziale e non necessariamente quella più giusta o vantaggiosa in senso assoluto. 
In conclusione: come essere sicuri che ciò che desideriamo sia relamente nel nostro interesse e non solo una fuga verso dimensioni dell'esistenza illusoriamente più "felici"?  E dunque quale sarebbe il valore di utilizzare la legge di attrazione a questi fini? Su questa domanda passo al secondo punto.

2) E' meglio attirare ciò che desideriamo o ciò di cui abbiamo bisogno?
Chiariamo una volta per tutte che bisogni e desideri non sono la stessa cosa e che siamo tendenzialmente più portati a trascurare i primi a vantaggio dei secondi tanto più quando ciò di cui abbiamo bisogno è (come le medicine) qualcosa che ci fa bene ma dal sapore sgradevolissimo o dai fastidiosi effetti collaterali (in senso metaforico).
Ancora una volta ci può così essere un conflitto fra una parte più adulta ed una ancora legata a schemi e pensieri più infantili, tanto da provocare quella insoddisfazione verso certe situazioni dall'alto potenziale e significato evolutivo  ma dallo scarso contenuto di soddisfazione immediata dei nostri desideri. Dunque, come utilizzeremmo la legge di attrazione in una situazione simile? Credo che la risposta sia purtroppo ovvia ...

Infine una considerazione (fra le tante che questo tema solleva) rivolta soprattutto a coloro che hanno fatto una scelta precisa: quella di mettersi in un cammino di evoluzione, crescita e verità.

Dalla mia espereinza posso dire che per loro la legge di attrazione funziona più o meno così:

ATTIRIAMO TUTTO CIO' CON CUI NON ABBIAMO FATTO PACE!

Lo attiriamo per accoglierlo ricostruendo quella integrità (= interezza) che ci permette di poter esprimere compiutamente la nostra libertà in senso Krishnamurtiano, accettando tutto e scegliendo di volta in volta ciò che sentiamo più giusto per noi.