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Grazie per la domanda

In una intervista rilasciata in occasione della scomparsa di Rita levi Montalcini, Amos Luzzatto, già presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, raccontava come la famosa scienziata quando conversava con gli altri non si dilungava nell’esprimere affermazioni sicuramente dotte e autorevoli, ma era piuttosto solita porre lei stessa domande al suo interlocutore.
Considerando che l’arte di porre domande non sia comune e diffusamente praticata, e sia appunto “un’arte”, l’intervistato racconta come, mentre cercava di rispondere a quello che sembrava un vero e proprio metodo di indagine quasi scientifico, egli si accorgeva che stava in realtà imparando dalle proprie parole, dai propri ragionamenti e dal riesame delle proprie esperienze.
Questa descrizione di una esperienza di maieutica al più alto livello, ripropone il tema della importanza del porre le giuste domande, in generale, come base per una seria investigazione della realtà e come occasione di crescita della consapevolezza. Solo le giuste domande possono infatti portare alle giuste risposte.
Quali sono le giuste domande? Si può affermare che una domanda “giusta” sia una domanda che porta ad una risposta “libera” ovvero una domanda che non è condizionata da alcuna premessa e non contiene in sé nessuna risposta.
La investigazione delle eventuali premesse alla domanda porta a risposte che, a loro volta, liberano la domanda o la rendono del tutto superflua, dimostrando che, in realtà, non si cercava una risposta ma piuttosto una conferma. Intendiamoci, è sicuramente legittimo cercare conferme alle proprie tesi, ma in tal caso non vi è progresso, ma solo un puntello alla staticità di ciò che già si è manifestato.
E’ nella libertà di esplorare risposte nuove, e per certi versi sorprendenti, che ci si può arricchire, crescere, progredire, evolvere. In tal caso un grazie di cuore a chi ci porrà una tale domanda.