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La via

Nella vita di ognuno c'è solo una direzione giusta ma molte vie per percorrerla.

Succede allora che quando ci troviamo di fropnte ad un ostacolo che non riusciamo a superare (soprattutto per le nostre paure ed i nostri condizionamenti limitanti) possiamo coerentemente cercare un'altra  strada ... ma se cambiamo direzione, ci troveremo comunque, più avanti nel tempo,  a dover tornare sui nostri passi per riprendere il cammino originario.

Dunque è importante che quando  prendiamo scelte importanti di cambiamento che danno appunto "un indirizzo" alla nostra vita ci rendiamo conto se stiamo prendendo un'altra strada ma abbiamo mantenuto la direzione o se, invece, abbiamo pensato di cambiare direzione convinti che quella iniziale fosse "sbagliata".

Non è facile fare questo distinguo ma i segnali normalmente non mancano e se non riusciamo a coglierli noi, chiediamo un feedback alle persone vicine che più ci amano. Ma. soprattutto, non seguiamo la testa ed affidiamoci invece al nostro più autentico sentire.

Queste considerazioni mi sono state stimolate dalla storia di un mio caro amico il quale, dopo la conclusione del suo secondo matrimonio, mi chiedeva un parere sulla sua attuale relazione con una donna che aveva caratteristiche apparentemente molto diverse da quelle delle sue prime due compagne.

La mia sensazione è stata appunto che lui avesse sicuramente cambiato strada, ma che, forse, stava continuando ad andare nella stessa direzione presa con la relazione con la sua seconda moglie.

Essendo uscito piuttosto male dal primo matrimonio, ferito nell'autostima da una donna molto forte e volitiva che, diciamo così, portava lei i pantaloni in casa, con la seconda moglie aveva cercato un "porto più tranquillo", cercando una ragazza molto più giovane e molto meno intraprendente e forte di carattere. Sicuramente una strada diversa ma anche una direzione diversa, non tanto per le caratteristiche di lei (che rientrano per così dire nella "strada", ovvero nella modalità) quanto per il tipo e il senso dell'esperienza che si andava creando per lui in quella relazione.

Detto in parole semplici: "se non sono riuscito ad essere l'uomo con una donna forte, cerco una donna sicuramente più debole, così sarà più facile, anzi, automatico, risultare il riferimento maschile nella coppia".

Quando anche questa relazione si è conlcusa ovviamente i dubbi e le domande sono sorte numerose sulle possibili scelte che rimanevano possibili, visto che due situazioni così opposte erano entrambe naufragate.

La confusione era alta soprattutto perché questa persona  credeva di aver scelto due strade che andavano nella stessa direzione e, ovviamente, se nessuna delle due (pur essendo sostanzialmente opposte) era giusta, quale rimaneva da percorrere?

In realtà egli aveva cambiato direzione, non solamente strada, ed ora si ritrovava al punto di partenza ...

Questa considerazione è importante e ci aiuta molto, perché ci dice che in una tale situazione (comune a molti) non abbiamo esaurito le opzioni, ma tornando al punto di partenza ci saranno altre strade possibili per riprendere il nostro viaggio nella giusta direzione.

Torniamo alla storia vera. Aprendosi ai ricordi e all'anamnesi della sua vita relazionale, il mio amico si è reso conto di aver sempre avuto un trasporto speciale per una ragazza che già molti anni addietro avrebbe voluto avere una relazione con lui, ma lui all'epoca le preferì quella che sarebbe diventata la sua seconda moglie.

Analizzando le caratteristiche della persona e della situazione che lei gli avrebbe permesso di vivere, si è reso conto che ciò sarebbe stato molto simile a quanto aveva trovato sposando la sua prima moglie, e questo, all'epoca lo spaventò spingendolo verso la ragazza più giovane appena conquistata.

Insomma, con quella ragazza, che conosceva da molto tempo, avrebbe continuato nella direzione già presa con la prima molgie, ma avrebbe cambiato la strada da percorrere. Purtroppo era rimasto così traumetizzato da quella esperienza che aveva scelto (inconsciamente) di cambiare proprio direzione, fuggendo dalle prospettive di vedere replicata la sua prima storia.

Ora che anche la seconda relazione è finita, e si trova nuovamente al punto di partenza e sta guardando con trasporto ad una nuova compagna, programmando una vita insieme, la mia domanda a lui è stata: ma hai cambiato direzione o soltanto strada?
Perché la direzione giusta era probabilmente la prima che aveva preso e sarebbe auspicabile se la riprendesse, pur percorrendo una strada "diversa". 

Conclusione: si torna sempre sul luogo del delitto, ma il vero delitto è abbandonare la direzione che la nostra anima ha scelto di percorrere in questa vita.

 P.S. A scanso di equivoci: la via possiamo averla abbandonata anche già con il primo matrimonio ... !