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Non sparate al cane!

 Se andate a caccia, attenti che se sparate a tutto ciò che si muove rischiate di colpire anche il vostro cane!

Questa metafora ben si presta a illustrare la mia convinzione che cercherò di spiegare sinteticamente in queste poche righe.

Dopo anni di stusio e pratica di molte tecniche che possono essere utili nel progresso e nella evoluzione individuale ho notato che si sviluppa anche la tendenza a "impallinare" qulunque tema o processo personale emerga e si manifesti nella mia vita.

Ogni pensiero, azione o reazione è letta in termini di condizionamento limitante, manifestazione di ego, proiezione, costellazione familiare, imprinting, e chi più ne ha più ne metta. Una vera e propria deformazione "professionale" anche se di professione non si tratta.

Fornito allora di un vero e proprio arsenale di strumenti di trasfromazione, guarigione, miglioramento, crescita, ecc. ecco che sparo a vista a tutto ciò che si manifesta, con riflessi pronti e mira precisa.

Peccato che così facendo mi sia reso conto di aver spesso impallinato anche il mio povero cane da caccia che in relatà mi stava aiutando a stanare le vere prede.

Cosa intendo dire? Che a volte i nostri pensieri, azioni e reazioni non sono la vera preda, ma ci stanno aiutando a crreare le condizioni nelle quali si potrà manifestare l'esperienza per noi più significativa. Non solo, quanto si sta manifestando può avere anche un senso rispetto alle persone intorno a noi e che nel processo sono comunque coinvolte.

Se rinunciamo a manifestare fino in fondo ciò che ha appena cominciato a rivelarsi, rischiamo, appunto, di sparare al cespuglio che si è mosso senza sapere cosa c'è dietro.

In conclusione certe volte è meglio permettersi di manifestare pienamente e fino in fondo ciò che scaturisce dentro di noi, senza targarlo immediatamente come una preda a cui sparare con i nostri strumenti di crescita personale, e come direbbe Jannacci: vedere di nascosto l'effetto che fà.

Proprio tale effetto potrebbe essere il trofeo da portare a casa.