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Pace? Si, grazie!

 Fare pace è il modo migliore per trasformare il nostro rapporto con qualunque cosa: persone, situazioni, ecc. Ma come riuscirci?

Voglio proporre un modo "facile" ma potente.

Quando lo avrò esposto si capirà anche perché ho messo "facile" fra virgolette, infatti tale modalità è sicuramente veloce e poco elaborata nella forma, ma il suo significato profondo può sollevare molte resistenze e reazioni in chi lo applica.

Ebbene: un modo per trasfromare il nostro rapporto con qualuqnue cosa da negativo e oppositivo a positivo e accogliente consiste nel RINGRAZIARLA!

Sì, proprio nel rivolgere a ciò un GRAZIE seguito dalla descrizione degli effetti che quella cosa ha su di noi, dal suo significato profondo, se lo cogliamo, e da uno o più respiri profondi alla nostra massima capienza toracica.

Non sottovalutiamo i respiri, mi raccomando, sono fondamentali per l'efficacia del processo. Anzi, potremmo, mentre espiriamo l'aria lentamente, immaginare che il nostro GRAZIE sia proprio portato dalla nostra espirazione fino a ciò a cui è diretto.

Successivamente potremo estendere il nostro GRAZIE con le stesse modalità a tutto ciò che rientra nel contesto più ampio di ciò a cui ci siamo rivolti, ciò che lo precede, che lo segue e che ci sta intorno.

Dunque facciamo un esempio: emerge una paura, mettiamo la paura della separazione da una persona.

Cominciamo con il ringraziare proprio quella paura: ci sta rendendo consapevoli del nostro attaccamento, del nostro pensiero (ad esempio) di non poter sopravvivere da soli, della nostra dipendenza, ecc..

Ringraziamo poi anche tutti questi elementi che emergono: il nostro attaccamento in realtà è un meccanismo finalizzato alla sopravvivenza biologica ed emotiva e sta facendo solo il suo lavoro ... quindi GRAZIE!

Ringraziamo infine la persona nei cui confronti si è manifestata la nostra paura. Proprio grazie a lei abbiamo potuto contattare tutto ciò che è emerso dentro di noi e proprio grazie a lei (da notare il doppio significato del termine grazie) abbiamo la possibilità di fare un bel passo avanti nel nostro cammino di crescita.

Anche se ciò si manifestasse con rabbia (dietro la rabbia c'è sempre il dolore) ringraziamo anche la rabbia, in fondo è anch'essa un sano meccanismo di sopravvivenza ...

Insomma, facciamo un passo indietro, scendiamo dal palco e sediamoci in platea per osservare tutto ciò che sta accadendo sulla scena e, uno ad uno, cominciamo a ringraziarlo e mentre lo facciamo portiamo la nostra attenzione al centro del nostro petto affinché ciò possa partire dal cuore e avere la sua qualità.

Di GRAZIE in GRAZIE un po' alla volta noteremo che situazioni che ci attivavano e mandavano in reazione saranno vissute con sempre maggiore accoglienza e assenza di giudizio, per arrivare al punto in cui smetteranno del tutto di manifestarsi, perché ciò con cui abbiamo fatto pace è liberato dalla sua funzione.