Immagine

Malattia e destino

 La respirazione, pagg. 127-137 (sunto a cura di E.V.)

 

La respirazione comprende la polarità del prendere e dare, e questo è il simbolismo più importane della respirazione. Le lingue antiche usano la stessa parola per indicare respirare e anima o spirito. In  latino  spirare ( respirare) e spritus nella parola inspirazione. In greco psiche significa respiro ed anche anima. In sanscrito troviamo la parola atman, passata alla moderna lingua indiana, che risulta parente, stretto del tedesco atmen = respirare. In India una persona che ha raggiunto la perfezione viene chiamata Mahatma, che significa letteralmente "grande anima" e anche "grande respiro". Dalla filosofia indiana apprendiamo anche che il respiro è, il latore della forza di vita , che gli indiani chiamano "prana". Nella storia biblica della creazione ci viene raccontato che Dio soffiò sulla zolla di terra e in questo modo l'uomo diventò un essere vivente. Qui risiede la sua importanza: il respiro evita che l'uomo si chiuda, si isoli, renda impenetrabile il limite del proprio Io. Per quanto all'uomo piaccia incapsularsi nel proprio Io il respiro lo costringe a mantenere il rapporto con il non-Io. Rendiamoci conto che respiriamo la stessa aria che respira anche il nostro nemico. Il respiro ci rapporta costantemente a tutto. Il respiro ha quindi a che fare col " contatto" e con la "relazione". Questo contatto che viene da fuori la propria corporeità avviene negli alveoli polmonari.  Il nostro polmone possiede una superficie interna  di circa settanta metri quadrati , mentre la superficie della nostra epidermide misura soltanto un metro quadrato o due. Il polmone è il nostro maggiore organo di contatto. Il contatto che stabiliamo con i polmoni è indiretto ma coattivo. Non possiamo impedirlo. Un sintomo patologico può essere sballottato tra i due organi di contatto: una reazione cutanea repressa  può manifestarsi come asma, che curata può trasformarsi di nuovo in una reazione cutanea. Sia l'asma che la reazione cutanea esprimono lo stesso problema; contatto, rapporto. Il rifiuto di prendere contatto con qualcuno attraverso il respiro  si manifesta per esempio in uno spasmo respiratorio, come è il caso dell'asma. Anche la proverbiale fame d'aria che ci assale specialmente in ambienti stretti e sovraffollati, è fame di libertà e di spazio libero.

L'asma bronchiale

L'attacco d'asma viene vissuto dal paziente come una sorta di pericoloso  soffocamento, chi ne è colpito lotta per l'aria, respira faticosamente, faticando specialmente nell'espirazione. L'asmatico cerca di prendere troppo. Inspira a pieni polmoni  e arriva a un sovraccarico dei polmoni e quindi a un crampo respiratorio. Si prende fino al limite estremo possibile  e quando si deve restituire, si arriva al crampo. Nell'inspirazione immettiamo ossigeno, nell'espirazione emettiamo anidride carbonica. L'asmatico  vuole tenersi tutto  e in questo modo si avvelena da solo, in quanto non riesce più a liberarsi  di ciò che ha ormai utilizzato. Questo prendere senza dare porta letteralmente ad una sensazione di soffocamento. Il rapporto di dare ed avere deve stare in equilibrio se non si vuole che quanto abbiamo appreso ci soffochi. L'uomo riceve nella misura in cui dà. Se il dare si interrompe, si interrompe il flusso. Se soltanto l'uomo potesse capire che per tutti c'è tutto in abbondanza. Guardiamo dunque l'asmatico: lotta per l'aria, sebbene ne abbia abbondanza. Ma certuni non sono mai sazi. L'asmatico avverte come pericolose le sostanze più semplici ed innocue dell'ambiente circostante e si chiude subito nei loro confronti. L'asma spesso è strettamente legata ad un'allergia. Il senso di soffocamento, di ristrettezza dell'asma ha molto a che fare con la paura, con la paura di lasciar penetrare determinati aspetti della vita, come anche nelle persone allergiche. L'asmatico possiede una grande pretesa di dominio, pretesa sospinta nel corpo sotto forma di "gonfiore". Questo gonfiore ha la sensazione di scoppiare, ma ogni possibilità  di articolare in grida  o improperi, la sua aggressività resta nascosta nei polmoni. In questo modo queste manifestazioni aggressive regrediscono sul piano fisico  e si  manifestano sotto formadi tosse ed espettorazioone. Pensiamo all'espressione sputare in faccia a qualcuno. L'asmatico vorrebbe potersi collocare in alto per non venire in contatto con ciò che sta in basso.  Cerca aria pulita. Vorrebbe vivere in cima alle montagne. Qui il suo desiderio di dominio si esprime in pieno. Sale, simbolo del deserto, simbolo del regno minerale, simbolo di ciò che non ha vita.  Questo è l'ambiente dove l'asmatico sogna di vivere perché ha paura di ciò che è vivo. L'asmatico è una persona che ha bisogno di amore, vuole avere amore per questo inspira tanto. Però non puòdare amore, l'espirazione gli è impedita.

Raffreddore, e affezioni influenzali