Immagine

Perché il Rebirthing funziona

La dottoressa Eve Jones ha ricevuto la sua preparazione scientifica presso la University of Chicago, dove ha ottenuto un diploma in Chimica, un Master in Filosofia e Biologia Generale ed un dottorato in Psicologia. La sua formazione accademica unita alla sua quasi trentennale esperienza di rebirther le consentono di proporre una interessante teoria per spiegare le basi del processo di superamento dei nostri schemi comportamentali attivato dalla respirazione praticata nel Rebirthing. Il suo approfondito studio è riportato nel libro "The Logic of Magical Thought and The Dance of the Breath" purtroppo pubblicato solo in inglese. Cercheremo qui di riassumerne il "cuore". L'imprinting consiste nell'assegnare automaticamente un valore positivo o negativo ad un evento verificatosi nella prima fase della nostra esistenza. Le regole con le quali attribuire questi valori sono molto semplici: diamo un valore positivo a tutto ciò che è successo quando nasciamo e sopravviviamo, questo costituisce l'imprinting primario. Diamo invece un valore negativo ad un evento che è il logico opposto di quella nostra prima esperienza e questo costituisce l'imprinting secondario. In pratica queste sono le nostre idee di tipo "giusto" e "sbagliato" associate alla vita ed alla sopravvivenza. L'imprinting primario è dunque basato su ciò che stava accadendo fisiologicamente ed emotivamente quando siamo stati concepiti, durante la gravidanza, e soprattutto al momento del nostro affacciarsi al mondo. Qualunque siano state le condizioni, le marchiamo come necessarie alla sopravvivenza, e dunque sicure e desiderabili, e le abbiamo registrate nella parte limbica del nostro cervello. Anche se, da un punto di vista razionale, analitico, meglio informato, quelle condizioni sono dannose, difficili o dolorose, sulla base dell'imprinting crediamo di doverle rivivere per essere vivi e sentirci amati. I centri del nostro sistema limbico ci fanno dunque sentire insicuri e ansiosi quando non stiamo riproducendo quelle condizioni che abbiamo identificato come funzionali alla sopravvivenza, tanto da arrivare al paradosso che, se la nostra nascita è stata particolarmente traumatica, "c'è qualcosa che non va quando non ce niente che non va"! Quando ci rendiamo conto che qualche convincimento in noi o in un'altra persona non viene intaccato né da una dolce persuasione, né da un ragionamento ineccepibile e nemmeno da un dolore fisico, possiamo essere sicuri che stiamo avendo a che fare con qualcosa oltre la nostra coscienza, probabilmente qualcosa che è nel nostro sistema limbico e che riguarda le nostre istruzioni primarie su ciò che ci serve per sopravvivere. Per cambiare la nostra vita dobbiamo dunque cambiare il nostro imprinting, ma cercare di cambiarlo attraverso atti impositivi, produce solo il risultato di spingerlo ancora più profondamente nel nostro inconscio lasciando tuttavia che continui a lavorare ed a produrre i suoi effetti. Vi sono diverse situazioni che ci consentono di intervenire sul nostro imprinting primario. Può accadere spontaneamente in seguito ad una esperienza mistica con conseguente conversione religiosa; può accadere, ancora spontaneamente, se abbiamo la disavventura di sperimentare una situazione drammatica nella quale la nostra vita viene messa in pericolo; ancora, può avvenire grazie all’alterazione dello stato di coscienza indotta dall’uso di certe droghe psichedeliche. Oppure attraverso il semplice esercizio di respirazione chiamato Rebirthing. Abbiamo visto che é difficile cambiare comportamento senza cambiare anche il nostro sistema di convinzioni primarie e, purtroppo, esso non é disponibile per un'ispezione cosciente e per una trasformazione imposta con la semplice volontà. Il motivo di ciò è che quando le abbiamo registrate eravamo in una condizione psicofisica particolare e tali memorie sono considerate "stato-dipendenti". Stato-dipendente significa cioè che la memoria diventa disponibile per una indagine cosciente ed una modificazione solo quando il corpo si trova nello stesso stato fisiologico in cui era quando si è formato il pensiero che stiamo ora cercando di ricordare coscientemente. La principale caratteristica del nostro stato alla nascita è quella di avere una straordinaria abbondanza di globuli rossi che trasportano il loro carico di ossigeno all'interno dell'organismo e costituiscono un cuscino per l'intervallo fra il periodo nel quale riceviamo l'ossigeno dalla mamma attraverso la placenta e il momento in cui cominciamo a respirare autonomamente. Mai più nella nostra vita avremo una tale abbondanza di globuli rossi nel sangue e cominceremo a perderne milioni già nei giorni seguenti alla nascita. Che questo cuscino protettivo di globuli rossi extra sia necessario o meno, esso è comunque presente nel momento in cui noi forniamo la parte più importante del nostro sistema di valori, nel momento in cui registriamo le condizioni per la nostra sopravvivenza. Possiamo dunque ricreare nel nostro organismo le stesse condizioni fisiologiche semplicemente aumentando la respirazione in modo consapevole mentre il corpo giace rilassato e ciò rende disponibili alla nostra analisi cosciente quei meccanismi comportamentali che abbiamo posto alla base della nostra sopravvivenza. In conclusione possiamo affermare che respirando nel qui e ora possiamo dunque permetterci di trasformare quelle convinzioni acquisite alla nostra nascita per sopravvivere ma che con il tempo si sono dimostrate limitanti, impedendoci di sviluppare il nostro pieno potenziale creando per noi una realtà di autorealizzazione nella gioia e nell'amore. Riprodurre all'infinito uno schema è come aggiungere sempre nuove perle ad una collana nella quale l'imprinting è il filo di seta che le unisce. Con il Rebirthing possiamo tagliare questo filo aprendoci alla possibilità di vestire la nostra vita di nuovi e più preziosi gioielli.